By Torquato Tasso; M. Corradini (ed.)

Show description

Read Online or Download Aminta PDF

Best dramas & plays books

Madah-Sartre: The Kidnapping, Trial, and Conver(sat s)ion of Jean-Paul Sartre and Simone de Beauvoir (France Overseas: Studies in Empire and D)

“Hell is different people,” Jean-Paul Sartre famously wrote in No go out. the glorious tragicomedy Madah-Sartre brings him again from the lifeless to confront the unusual and lousy fact of that assertion. because the tale starts off, Sartre and his consort in mind and love, Simone de Beauvoir, are on their method to the funeral of Tahar Djaout, an Algerian poet and journalist slain in 1993.

Feminist Theatre: An Introduction to Plays of Contemporary British and American Women

During this concise and complete research of feminist theatre in Britain and the us, Helene Keyssar discusses the paintings of writers corresponding to Pam gem stones, Michelene Wandor, Caryl Churchill, Megan Terry and Ntozake Shange.

Additional info for Aminta

Example text

Mentre Mopso, anche nella sua indole invidiosa e superba e da una posizione esterna, è personaggio che in fondo condivide pur sempre la cultura della corte e aspira ai suoi medesimi valori, un’altra presenza incarna un punto di vista radicalmente alternativo e inconciliabile: è il Satiro, che non a caso si produce nell’unico vero monologo e non ha scambi verbali con nessun altro attore del dramma, del tutto estraneo a loro, concreta immagine di un desiderio irriducibile alle norme del vivere associato: colui, insomma, «in cui nessuno dei cortigiani potrebbe identificarsi», ma che nondimeno incarna gli istinti inconfessabili di tutti (Zatti 1997, p.

Più controversa risulta l’identificazione di un’ulteriore figura, quel Mopso che si fa portavoce di una visione critica del mondo della corte, riprendendo luoghi comuni della letteratura cinquecentesca. Il nome compare nella V egloga di Virgilio, tra l’altro insieme ad Aminta, e nella I del Muzio, ma sembra più pertinente il richiamo a un Mopso del mito, vates, cioè indovino, tratto condiviso dal personaggio tassiano (cfr. vv. 548-563). Il brano in questione fu aggiunto in un secondo tempo al testo, probabilmente nel 1576 o 1577, e per secoli ha dato spunto a idee differenti tra i lettori circa l’identità di Mopso: la più diffusa, e quella che continua ad apparire preferibile per la quantità e la qualità dei riscontri, vede in lui una controfigura di Sperone Speroni, uno dei maestri di poetica di Torquato nei suoi anni universitari padovani, poi in rapporti non troppo pacifici con lui, per quanto non apertamente ostili.

Vietata ogni duplicazione, anche parziale, non autorizzata. PREFAZIONE di Guido Baldassarri Si ha quasi l’impressione che, nello sterminato corpus delle opere del Tasso, l’Aminta appaia anche oggi una delle più indecifrabili. Marco Corradini ha ricostruito in limine, con molta precisione, i dati oggettivi della rapidissima “canonizzazione” della pastorale tassiana, come pure le modalità complesse della successiva ricezione del testo: si potrebbe ripetere, e forse con ragioni più valide rispetto a quanto si è comunque fatto per la Conquistata, che, se il Tasso non fosse l’autore della Liberata, l’Aminta da sola gli avrebbe garantito l’inclusione nel canone pur non amplissimo dei “grandi autori” del Cinquecento italiano.

Download PDF sample

Rated 4.32 of 5 – based on 35 votes